Blu, blu e ancora blu, sembra essere questa la parola preferita da Lagerfeld per la sua collezione Haute Couture Primavera Estate 2012. Tutte le nuancese di un colore intenso, profondo e avvolgente, simbolo per antonomasia delle vie del cielo. E proprio alle skyways si è ispirato Chanel con un setting che riproponeva l'interno di un aereo de luxe e una collezione da fare invidia a Picasso e al suo periodo blu.
In passerella, pardon nel corridoio centrale della fusoliera, iconici tailleur in lana bouclé con colli ad anella e lunghi manteaux mi ricordano le elegantissime divise delle hostess anni '60 (strano a dirsi, in questi giorni su FoxLife spopola la serie Pan Am ispirata proprio alle leggendarie hostess vestite di blu), prima di certo dell'avvento delle sintetiche low cost. A farci ritornare sulle righe Haute Couture i particolari preziosi, come i ricami di paillettes, le spille - joaillerie dall'immancabile forma a camelia - e i tessuti, connubio di organza, pizzo e piume, dove l'artigianale passamaneria suggella capolavori, decretandoli, se ancora ve ne fosse il dubbio, come veri e propri pezzi unici. E ancora, il gioco di volumi, con le maniche a palloncino a enfatizzare la parte superiore del corpo.
L'immancabile twist Chanel è comunque votato a un singolare concetto di wearable, con capi dalla linea sbrigliata ed elegante allo stesso tempo, rilassata e preziosa, vero diktat heritage di Coco, che ci è dato dalle invisibili tasche, dal punto vita non segnato e da quella leggera forma a sacchetto dei tubini.
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Blue, blue and blue, this heavenly color seems to be the favorite Lagerfeld's nuance, in hundreds of possible shades, for his Haute Couture Spring Summer 2012 collection. All shades of a color intense and deep, the quintessential symbol of the streets of heaven. And Chanel was properly inspired by Skyways with a setting that has re-proposed the interior of a plane and a deluxe collection that rivals Picasso and his blue period.
On the catwalk, sorry in the central corridor of the fuselage, iconic in wool pile with cowl neck and long Manteaux remind me of the elegant hostess uniforms of the '60s (curiously, in these days, on FoxLife channel a series inspired by Pan Am's legendary hostesses is getting a great success) before the advent of synthetic low cost. Precious detalis paly a keyrole in haute couture: embroidery of sequins, brooches - jewellery with the inevitable shape of Coco beloved camellia - and tissues such as the combination of organza, lace and feathers, where the crafted trimmings decree, if there was still doubt, as real masterpieces. And also the game of volumes, with balloon sleeves to emphasize the upper body.
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sabato 28 gennaio 2012
sabato 12 febbraio 2011
Fashi-off alphabet: D = Dandy
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| Peter Lindbergh |
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| SS11 Paul Smith |
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| SS11 Dries Van Noten |
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| SS11 Balenciaga |
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| SS11 Paul Smith |
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| Audrey Tautou - Coco Chanel |
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| SS11 Dries Van Noten |
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| Helmut Newton |
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| Marlene Dietrich |
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| Richard Avedon |
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| SS11 Stella Mc Carthney |
Contrast game, the different that amaze us, that we want imitate, free to be what we want, or simple need to be different, just once. What is androgyny? In few psychologic terms is the co-presence in a individual of masculine and feminine trait, keeping indistinctly the predominant sexual part. And in sociology terms? Maybe is a form of transgression, discover to be what that is not be, it's a part game.
Into the fashion world, androgyny is a trend that little by little follow the decades, develop itself in form and substance.
Historically there was a costume transformation that can be able woman to give up dressed and skirt to meet pants and masculine suits. It wasn't easy. Women like Coco Chanel and Marlene Dietrich have dare, have wear garments that the society didn't accept, have cut their hairs, they caused an uproar. Just during '60s a fashion designer as Yves Saint Laurent transform her woman e dressed up elegantly with trouser suits. It was a great success! Was a costume revolution! Then, came photographers as Newton, Avedon, Guy Bourdin and Peter Lindberg in their amazing works, immortalized women with a particular effort and man style. Is fascinating and mysterious. '70s: Armani and Ferrè era, the first restructured the man blazer, the other one, with his architectural vision, create pants that fall down as palazzo and sculptured blazer.
'80s: Jean Paul Gaultier and the younger Dolce & Gabbana used androgyny as a trump, pinstriped suits, white shirt, and coppola. '00s Japanese designer believe strongly in unisex uniform. And today, what happens? it's a special season for androgyny, and "a la garçonne" trend is very popular. From Paul Smith to Dries Van Noten, we can't miss Stella Mc Carthney long blazer and fluid high waist trouser. And don't forget accessories: laced up shoes, suspenders and cufflinks.
Be masculine, Be Dandy, Be Feminine. Be what you feel!
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Il Gioco degli opposti, il diverso che attrae e che vogliamo imitare, la libertà di sentirsi ciò che si è veramente, o la semplice voglia di essere diversi anche solo per una volta. Che cos'è l'androginia? In termini psicologici sommari è la compresenza in un individuo di tratti maschili e femminili, pur mantenendo distinta la parte sessuale predominante. E a livello sociologico? Forse è una forma di trasgressione, la scoperta di un essere che non si è, un gioco delle parti.
Nella moda l'androginia si trasforma in trend che si sussegue nei decenni, sviluppandosi in forma e sostanza. Storicamente si avverte una trasformazione di costume che porta le donne ad abbandonare abitini e gonne per indossare pantaloni rigorosi e di taglio maschile. Non è stato facile. Donne come Coco Chanel, Marlen Dietrich hanno osato, hanno indossato prima di altre gli abiti che la società non ammetteva, hanno tagliato i capelli e hanno dato coraggio alle donne, hanno fatto scalpore. Solo negli anni '60 uno stilista come Yves Saint Laurent trasforma la sua donna e la veste elegantemente con abiti e tailleur pantalone. E' un successo. E' una rivoluzione di costume. Poi ci sono i fotografi e la loro visione, Newton, Avedon, Guy Bourdin e Lindbergh immortalano nei loro capolavori la donna che ha la forza e lo stile di un uomo. E' elegantemente affascinante e misteriosa. Poi arrivano Armani e Ferrè. Sono gli anni '70. Uno decostruisce il blazer da uomo, l'altro crea nuove forme architettoniche in pantaloni che cadono a terra come palazzi e giacche scultoree. Gli anni '80 vedono Jean Paul Gaultier e il giovane duo Dolce Gabbana fanno dell'androginia la loro carta vincente con abiti gessati, camicia bianca e coppola.
Poi ci sono gli anni 2000 e il susseguirsi di artisti giapponesi che vedono la moda unisex il loro tratto distintivo. E quest'anno che succede? E' un anno speciale dove il trend a la garçonne è molto presente. Da Paul Smith a Dries Van Noten. Non possono mancare le giacche lunghe e i pantaloni fluidi a vita alta di Stella Mc Carthney. E non dimentichiamo gli accessori, divertenti ancora le stringate, le bretelle e i gemelli. Ma attenzione: stiamo attente a non diventare noiose e non facciamo diventare il nostro look noioso come quello di una segretaria di 40 anni.
Siate mascoline, siate un po' dandy, siate femminili, siate ciò che vi sentite di essere.
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