A fashion carousel, the one brought on stage by Marc Jacobs for Louis Vuitton's Spring-Summer Collection ... In Jacobs' usual creative flair, a return to the innocent world of childhood, even in pastel colors, that absolutely remeber me "macarons" cakes. A carousel with fabulous horses that represents - with poetc licence - the rolling fashion seasons, the "TOURBILLON DEL LA MODE". Love at first sight: the reinterpretation in Louis Vuitton's luxury way of iconic bags such as the Lockit or the Speedy Monogram with a fresh twist. In particular the one that seems more a plastic bag (that remembers me a bowling bag) childhood memory, of those carefree, sunny afternoons on the seaside playng bowls.
giovedì 26 gennaio 2012
Oggetto del desiderio
Un carousel del la mode, quello portato in scena da Marc Jacobs per Louis Vuitton per la prossima primavera...un ritorno al candido mondo dell'infanzia, anche nei colori così pastello che tanto fanno "macaron". In questo tourbillon che rappresenta il rincorrersi delle stagioni fashion non poteva mancare, a somma rappresentanza, una giostra da favola con tanto di cavallucci. E ancora la borsa in pvc porta bocce,
ricordo di infanzia , di quei spensierati e assolati pomeriggi in spiaggia. Jacobs la ripropone con il suo solito estro creativo, rivisitandola in chiave luxury. Borse iconiche Vuitton come la Lockit, la Speedy o la Monogram sono reinterpretate con un twist fresh de luxe.
mercoledì 4 gennaio 2012
The Fab '40s
Quei Favolosi anni '40. Periodo difficile, prove di vita e di coraggio, alla radio i notiziari trasmettono notizie di guerra, di disperazione, di crisi. Il secondo conflitto mondiale è al suo culmine, un inarrestabile Hitler conquista la Francia, vuole impossessarsi di tutto, anche della moda. Il suo obiettivo è quello di trasferire le magnificenze dell'haute couture a Berlino. Le botteghe artigianali chiudono e si fa largo l'avvento della grande distribuzione. Intanto le donne, iniziano ad arruolarsi nell'esercito, è un periodo di totale austerità, spalle importanti sui cappotti, bottoni e colli piccoli. Le donne indossano gonne al ginocchio, i tacchi si abbassano e l'unica concessione stilistica è data da cappelli e da accessori a basso costo in bakelite e ottone. I grandi magazzini la fanno da padrona e sconfiggono inevitabilmente le sartorie di paese. Quella "femme fatale" è la figura d'ispirazione di tante donne, quelle che sognano di diventare come Marlene Dietrich e Rita Hayworth... Gli anni 40 sono duri, ma la fine della guerra da spiragli di luce. E' l'emergere del fenomeno del Made in Italy con prodotti di qualità a prezzi modici, nascono i primi brand ad esportazione internazionale e il design è una bandiera che l'Italia può innalzare senza paura. Il '47 poi è l'anno del New Look di Christian Dior, ma questa è un'altra storia. Gli anni 40 sono stati anni di sacrificio e forse di questi tempi economicamente duri, uno sguardo a quel periodo può farci capire come sono andate effettivamente le cose. Anche la moda si è fortemente ispirata a quel periodo, come le collezioni di Miu Miu, introdotte dal corto Muta, quelle di Lanvin, Marras Galliano e Fendi e poi ancora al cinema e in tv come W.E. di Madonna, storia d'amore turbolenta dell'ereditiera Wallis Simpson e del suo amante, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale o il remake di Mildred Pieces con Evan Rachel Wood e Kate Winslet. Tutto ciò a reinterpretare quell'austerità data dall'eleganza di un cappotto, di un fermaglio tra i capelli, di una borsa a mano. L'austerità dell' eleganza vera.
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Those Fabulous '40s. Difficult period, evidence of life and courage, to the radio news broadcast news of war, despair, crisis. The second World War was on top, an unstoppable Hitler's conquest of France, wants to possess everything, even fashion. Its aim is to transfer the wonders of haute couture in Berlin. The craft shops are closing down and makes its way the advent of the great distribution. Meanwhile, the women began to join the army, is a total period of austerity, shoulder important on coats, buttons and small necks. The women wear knee-length skirts, high heels are lowered and the only concession is given by style hats, cheap bakelite and brass accessories. Department stores are the mistress and the defeat inevitably dressmakers country. The "femme fatale" is the figure of inspiration for many women, those who dream of becoming like Marlene Dietrich and Rita Hayworth ... The 40's are hard, but the end of the war glimmers of light. And the emergence of the phenomenon of Made in Italy with quality products at reasonable prices, created the first brand to international export and design is a flag that Italy can raise without fear. Then the '47 is the year of the New Look of Christian Dior, but that's another story. The '40s were years of sacrifice and perhaps these tough economic times, a glance at that time can make us understand how things really went. The fashion for this winter has been greatly inspired by that period as the collections of Miu Miu, followed by a short-film -Mute-, those of Lanvin, Fendi, Galliano and Marras and then in film and television as Madonna's W.E, a turbulent love story of the rich Wallis Simpson and her lover, set during the Second World War or the mini-series starring Evan Rachel Wood Pieces Mildred. They're represent the austerity and elegance of the coat, a paper clip in her hair, a hand bag. The austerity of the true elegance.
| '40's moments |
| '40s moments |
| Vogue 1940 |
| Irving Penn |
| Kate Moss for Vogue UK |
| Vogue UK |
| Lara Stone for Vogue UK |
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| Madonna in Vionnet 2011 |
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| Mildred Pierce |
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| '40s Mood Board by Fashi-Off |
| '40s moments |
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| Miu Miu - Muta - by Lucrecia Martel |
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| FW11 Fendi adv |
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| FW11 Miu Miu |
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| FW11 Miu Miu |
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| FW11 Miu Miu |
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| FW11 Antonio Marras |
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| FW10 Fendi adv |
sabato 17 dicembre 2011
Fashi-Off intervista i Sikitikis
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| Sikitikis |
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| Sikitikis |
Non posso definirmi un'esperta di musica, ma la prima volta che ho sentito i Sikitikis ho pensato "Questi sì che spaccano". Fiera di appartenere alla loro stessa visione del mondo contemporaneo, ho deciso qualche tempo fa di approfondire la loro conoscenza, ascoltando i loro pezzi e partecipando a qualche concerto e Golpe* (trasferta in Sardegna permettendo!). Suono elettronico, sperimentale, reminiscenze '60s,surfing e un po' di eclettismo, sono questi gli ingredienti che hanno reso la band vincente, tanto da decretarli uno dei gruppi più validi e innovativi della scena musicale italiana. La loro avventura inizia circa 11 anni fa, la maturità stilistica è ormai giunta, dopo il "Fuga dal Deserto del Tiki" "B" e "Dischi Fuori Moda" è tempo di novità: S'intitola "Belle Cose" e mentre scrivo queste righe, esce "La mia piccola Rivoluzione", il primo pezzo. Ma non chiedete a Diablo - Alessandro Spedicati- di che si tratta...
Fashi-Off: Partiamo dal nome, il mio Fashi-Off è stato ispirato da una vecchia t-shirt di Moschino del mio fidanzato in contrapposizione alla parola Fashi-on, invece SIKITIKIS, ho letto che deriva da SIKI (Sick, fuori di testa) e TIKI (una divinità antropomorfa polinesiana).... è davvero questa la natura della sua etimologia? o c'è dietro qualche aneddoto?
Diablo: Direi che hai letto bene. Ma il riferimento importante del nome sta nel richiamo alla corrente culturale denominata "exotica" che, partendo dalla musica, ha toccato ogni forma espressiva popolare negli Stati Uniti a cavallo fra gli anni '40 e i '50. L'exotica è entrata nel cinema, nella tv, nella pubblicità, nella ristorazione e nell'intrattenimentoa tuttotondo. Noi, oltre ad amare il genere musicale, eravamo molto affascinati dalla filosofia del "viaggiare seduti sul proprio divano". La cosa ha sicuramente dei lati inquietanti, è infatti in quel periodo che si è formata una delle peggiori generazioni che l'occidente abbia mai prodotto, ma è sicuramente interessante il lato "lisergico" della cosa.
Fashi-Off: Se dovessi fare un bilancio delle avventure trascorse dai Sikitikis in questi ormai 11 anni di attività...come lo definiresti? Cambieresti qualcosa? Qualche decisione presa troppo in fretta?
Diablo: Wow, che domandina... Io credo che la storia dei Siki per com’è andata anche solo fin ora, meriterebbe di finire su un libro. Per quanto, infatti, i numeri della band non siamo nemmeno minimamente paragonabili a quelli dei più importanti artisti pop, credo di poter affermare che la sua storia non ha nulla da invidiare alla storia di questi.
Se dovessi definirla con un aggettivo, da persona che l'ha vissuta in pieno e dall'interno, direi che la storia dei Sikitikis è stata formativa.
Abbiamo fatto una quantità incredibile di esperienze, ci siamo tolti soddisfazioni impensabili per la stragrande maggioranza dei nostri colleghi conterranei. Il tutto con una determinazione ed una voglia di fare che sono riuscite spesso a sopperire ai limiti del talento.
Sulle decisioni, non ho troppi rimpianti, anzi. L'unico rammarico è quello di aver vissuto alcune esperienze quando ancora non eravamo realmente maturi per goderne o per sfruttarne a pieno le possibilità.
Fashi-Off: Parliamo del rapporto con l'ispirazione per la stesura dei pezzi, da dove nasce? venite tutti coinvolti nella scelta dei temi da affrontare? Chi è il più creativo?
Diablo:L'ispirazione è come la scintilla per accendere i fornelli. Se non c'è il gas, la scintilla non diventerà mai un fuoco.
Se vogliamo utilizzare questa metafora possiamo dire che io sono la scintilla, e i resto della band (Jimi in testa) è il gas.
Questo a livello musicale. A livello letterario, invece, le cose cambiano, le tematiche da affrontare le scelgo da solo e le sviluppo da solo. Successivamente ci possono essere dei brain storming dove tutti insieme raffiniamo i testi laddove crediamo ce ne sia la necessità.
Fashi-Off: Dove vi siete conosciuti e come hanno fatto i vostri destini ad incrociarsi?
Diablo: Io e Jim ci siamo conosciuti il giorno che ho fatto il provino per entrare nei Canidarapina, la nostra precedente band. Con Zico e Regiz (primo batterista della band) ci siamo incontrati grazie a suggerimenti di amici comuni. Io e Jim avevamo messo in giro la voce che dovevamo formare un gruppo nuovo e così qualcuno ci ha indicato loro, li abbiamo incontrati ed è partita l'avventura... poi con l'uscita di Regiz è arrivato Sergio Lasi, lui ci era rimasto impresso una volta che abbiamo condiviso il palco con una band con cui suona tuttora: i Cellophane Flowers.
Fashi-Off: Se dovessi definire con un aggettivo tutti i compagni di squadra…
Diablo:
Jimi - (Gianmarco Diana - basso) è antipatico (nel senso migliore che voi possiate immaginare);
Zico (Enrico Trudu - tastiere) è flemmatico;
Sergio (Sergio Lasi - batteria) è sveglio;
Fashi-Off: Libro e film preferito:
Diablo: Il mio libro preferito è "Q" di Luter Blisset.
Il film è "Lo Chiamavano Trinità"
Fashi-Off: Tra le canzoni dei Sikitikis, quali sono le vostre preferite?
Diablo: Nostre... mmm... difficile... in questo momento sono parecchio concentrato sugli ascolti della roba nuova.
Comunque ti posso dire che se c'è un pezzo che mi piace sempre ascoltare è “Amore Sul Mac”, mentre se c'è un pezzo che mi da molto dal vivo, sempre, è “Umore Nero”.
Fashi-Off: La musica ai tempi di internet...Internet cambia tutto, anche il modo di comunicare. Per scelta avete deciso di distribuire la vostra musica tramite il web. E' un universo parallelo che sempre più ci appartiene...che ne pensi e cosa prevedi? Può danneggiare o potrà davvero aiutare i giovani?
Diablo: Internet è il mezzo per una metamorfosi, soprattutto sociale, di conseguenza anche musicale. Come ogni metamorfosi sembra che qualcosa muoia per poi rinascere sotto altra forma. Vale anche qui il buon aforisma lavoisieriano: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Questa trasformazione miete vittime, certo, la discografia in primis, migliaia di posti di lavoro scomparsi negli ultimi anni e altrettanti destinati a scomparire nel breve termine.
Dall'altra parte viene minato il "vecchio sistema" (arido di idee innovative e di proposte concrete che non siano atte a compensare perdite immense) che ha tutta l'aria di essere un pachiderma moribondo in cerca del cimitero in cui riposare in pace.
Tutto ciò sta portando a restituire alle idee il giusto valore. Insomma, oggi chi ha idee buone, vale molto di più di chi ha soldi da spendere, e questo grazie soprattutto alla rete.
Per quanto riguarda il futuro sono praticamente certo della morte di ogni forma di supporto fonografico. Nel giro di pochi anni i CD saranno totalmente assenti dal mercato e i soldi, nella musica, si faranno attraverso i social network e la sincronizzazione editoriale col cinema e la pubblicità.
Fashi-Off: La vostra esperienza incrocia il cinema. Mi sono innamorata del film Cosmonauta e quando ho sentito “Cuore Matto” ho pensato che i vostri arrangiamenti per le canzoni degli anni '60/70 sono perfetti e originali, Raccontami un po'questa avventura!
Diablo: La nostra esperienza nasce col cinema. Le colonne sonore sono il catalizzatore della band “Sikitikis”. Solo dopo qualche anno di lavoro sulla musica per immagini abbiamo iniziato a confrontarci anche col pop.
Cosmonauta è stata un'esperienza fra le più particolari e soddisfacenti della nostra carriera.
E' stato grazie a Max Casacci, che siamo arrivati alla Fandango di Domenico Procacci. La famosa casa di produzione contattò Casasonica per commissionare un lavoro molto particolare sulla rivisitazione di alcune canzoni cult degli anni '60 in Italia. A noi fu affidata la versione di Cuore Matto.
Il film poi vinse al Festival di Venezia e noi fummo chiamati a suonare nel giorno della premiazione della pellicola. Straordinario. Non lo dimenticherò mai.
Fashi-Off: mi è piaciuta la scelta di utilizzare le tute Adidas in colori diversi, un po' alla Beastie Boys, un po' reminiscenze anni '90; ma qual è il vostro rapporto con la moda? La seguite?
Diablo: Non abbiamo tutti lo stesso rapporto con la moda, ma abbiamo tutti lo stesso rapporto con la comunicazione.
Troviamo che la comunicazione sia un aspetto integrante e fondamentale del lavoro di un creativo, in qualsiasi campo.
La scelta dell'abbigliamento racconta molto di un gruppo pop. Si tratta di dettagli che possono fornire intere chiavi di lettura a chi guarda, per esempio, un video, a chi ascolta un brano mentre sfoglia un booklet o a chi viene ad un concerto.
Non credo di essere in grado di definire il nostro stile. Siamo dei trasformisti... forse... non tutti, però!
Fashi-Off: Progetti Futuri: si dice che abbiate firmato un contratto con la “Sugar” di Caterina Caselli e su twitter leggo spesso che siete impegnati con prove e registrazioni...Che cosa bolle in pentola?
Diablo: E' vero, abbiamo firmato un contratto con la Sugar, ma per ora si tratta solo di un contratto editoriale, non abbiamo quindi vincoli di natura discografica con Caterina Caselli, con cui abbiamo avuto un incontro straordinario.
Ciò che ci aspetta per il futuro si chiama “Le Belle Cose”, ma ti prego, non chiedermi cosa è... sinceramente non ti saprei rispondere.
Diablo, che dire? Grazie davvero di cuore per la vostra disponibilità per questa intervista...e ora non ci resta che incontrarci al Golpe per Natale!!!!
Diablo: Beh... noi suoneremo all'FBI il 22 e il 23 dicembre. Il 23 dopo il concerto ci sarà anche il Golpe! Fai tu... Grazie a te!
*Golpe: festa 100% art, molto energica e rock, dove stili e culture si incontrano sotto il nome del "divertentismo"!!!
"Voglio Dormire con Te" 2009
"La mia piccola rivoluzione"
Cuore Matto - Cosmonauta Sound Track
"La mia piccola rivoluzione"
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